Non somigliano ovviamente ai nostri gnocchi di patate, ma sono morbidi, elastici e leggermente gommosi: una versione ispirata allo street food coreano, semplici palline di patata lessata e amido di mais, bollite e poi tuffate in una salsa teriyaki lucida e saporita, con una spolverata di semi di sesamo. Se ci piacciono i sapori che vengono da lontano, provate questa ricetta: testata dopo averla vista sui social, è golosa e particolare.
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Palline di patate in salsa teriyaki
Ingredienti
Preparazione
- Lavare le patate e lessarle in acqua bollente finché saranno morbide (in base alle dimensioni, possono volerci 25-35 minuti). Scolarle e lasciarle intiepidire qualche minuto.
- Pelare le patate e schiacciarle con uno schiacciapatate o con una forchetta, versando la purea su una spianatoia su cui spolverare un po’ di amido di mais.
- Iniziare a lavorare il composto, poi aggiungere tutto l’amido di mais e un pizzico di sale, e continuare per qualche secondo anche con un cucchiaio fino a ottenere un composto compatto.
- Formare piccole palline con le mani, cercando di farle tutte della stessa grandezza, e adagiarle su un piatto.
- Preparare il condimento in un recipiente mescolando 3-4 cucchiai di salsa teriyaki, poca salsa di soia, un cucchiaino circa, e semi di sesamo.
- La salsa teriyaki deve essere la base principale, mentre la salsa di soia va aggiunta in quantità minore, solo per rendere il gusto più sapido.
- Portare a bollore una pentola con acqua.
- Immergere le palline poche per volta e cuocerle finché saliranno in superficie.
- Sollevarle con una schiumarola e passarle per pochi istanti in acqua e ghiaccio. Scolarle bene.
- Passare le palline nella salsa, rivestendole bene su tutti i lati.
- Servire subito.

Dalla Corea con gusto: il fascino della consistenza “chewy” che spopola sui social
Se c’è una cosa che la cucina coreana ci ha insegnato ad amare negli ultimi anni, è una particolare consistenza: quella gommosa, che in inglese viene chiamata “chewy” e in coreano “jjolgit-jjolgit”.
La passione per questi piatto è un tratto che ritroviamo spess nella cultura culinaria coreana, dove la consistenza di un cibo è importante quanto il suo sapore. Pensiamo ai celebri tteok, gli gnocchi di riso gommosi protagonisti di street food amatissimi come il tteokbokki, o alla piacevole elasticità di certi noodles: è un mondo di sensazioni al palato che per noi occidentali è spesso una novità affascinante.
Il boom della cucina coreana, del resto, è un fenomeno culturale a tutti gli effetti, trainato dall’ondata della cosiddetta “Hallyu”, l’onda coreana di musica k-pop, serie tv e film che ha travolto il mondo. Normale, dunque, che sia cresciuta enormemente la curiosità verso i sapori di quel Paese, e piatti un tempo sconosciuti sono diventati oggetti del desiderio, replicati e reinterpretati da appassionati di ogni dove.
In questa ricetta, troviamo un connubio che ci porta dritti tra i banchetti di street food asiatici, pur usando ingredienti semplici e reperibili ovunque. Possiamo così concederci un piccolo viaggio gastronomico, sperimentando consistenze e gusti lontani dalla nostra tradizione ma capaci di conquistarci. È la bellezza della cucina che viaggia e si contamina, portando sulle nostre tavole le tendenze di culture diverse.

