Lucide, caramellate, con quel profumo di soia e sesamo che si spande per tutta la cucina nel giro di pochi minuti. Le patate glassate alla coreana, al primo sguardo, fanno pensare “sarà complicato”, e invece no, perché la cucina coreana, quando si tratta di contorni e banchan, ha spesso la capacità di essere sorprendentemente accessibile.
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Un piatto che non ha bisogno di accompagnamenti elaborati: funziona alla perfezione accanto a una ciotola di riso bianco, che assorbe la glassa rimasta nel piatto, e questa, credeteci, è forse la parte migliore. Ma la cucina coreana ha molto altro da offrire, e le patate glassate sono solo un primo assaggio. Curiosi di scoprire con cosa abbinarle al meglio? Vi lasciamo alla ricetta: noi l’abbiamo testata dopo averla vista sui social da un coreano!
Patate glassate alla coreana
Ingredienti
Preparazione
- Pelare le patate, tagliarle a bocconi regolari e lasciarle in acqua fredda per circa 5 minuti.
- Questo passaggio aiuta a eliminare parte dell’amido superficiale.
- Scolarle e asciugarle bene.
- Scaldare in padella un filo di olio extravergine d’oliva, aggiungere le patate e il sale, poi rosolarle per circa 3 minuti, mescolando spesso.
- A parte mescolare salsa di soia, acqua, miele, aglio tritato e pepe.
- Versare il condimento sulle patate, abbassare leggermente la fiamma e coprire con il coperchio.
- Cuocere per circa 10 minuti a fuoco medio, mescolando ogni tanto, fino a quando le patate inizieranno ad ammorbidirsi e il fondo diventerà più denso e lucido.
- Aggiungere la cipolla tagliata a fettine e proseguire la cottura per altri 3-4 minuti, senza far asciugare troppo la salsa.
- Le patate dovranno risultare tenere, ben rivestite dal condimento e leggermente caramellate.
- Completare fuori dal fuoco con cipollotto tritato, semi di sesamo e poche gocce di olio di sesamo. Servire subito, quando la glassatura è ancora calda e dall’effetto lucido, che è caratteristico della cucina coreana.

Cucina coreana, con cosa abbinare le patate glassate
La cucina coreana sta vivendo, negli ultimi anni, un momento di grande popolarità anche in Italia, complici i drama coreani, il K-pop e una crescente curiosità per i sapori del mondo. Ma al di là delle mode, si tratta di una tradizione gastronomica ricchissima, con principi ben precisi che la rendono unica.
Uno dei concetti fondamentali è quello dei banchan: i contorni. In Corea, un pasto tradizionale prevede una ciotola di riso, una zuppa, e poi una serie di piccoli piatti di accompagnamento – i banchan, appunto – che si condividono tra commensali. Kimchi, spinaci conditi con sesamo, cubetti di tofu marinato, radice di loto, alghe, uova marinate: ogni banchan ha un sapore e una consistenza diversa, con un equilibrio tra dolce, salato, piccante, acido e umami che è la firma della cucina coreana.
Le patate glassate – chiamate “gamja jorim” – rientrano proprio in questa categoria: un banchan classico, dolce e saporito, che si abbina naturalmente al riso bianco, la base di quasi ogni pasto coreano. Per chi vuole costruire un pasto coreano completo a casa, le patate glassate si accompagnano benissimo con le uova marinate alla soia e con una ciotola di edamame o di spinaci saltati. Semplice, equilibrato, soddisfacente.

