Si può preparare una schiacciata senza impastare, senza lievito e senza aspettare? Questa ricetta scoperta sui social dice di sì. Il nome, però, merita una riflessione, perché in Italia la stessa preparazione cambia nome quasi a ogni chilometro: oggi proviamo una ricetta con zucca e salsiccia davvero buonissima. Non rimarrà nemmeno una fetta!
Schiacciata croccante con zucca e salsiccia
Ingredienti
Preparazione
- Iniziare dalla zucca. Eliminare la scorza, i semi e i filamenti, quindi pesare 230 g di polpa pulita. Tagliarla in fettine molto sottili, possibilmente di circa 1-2 mm.
- Per ottenere uno spessore regolare si può utilizzare una mandolina, prestando attenzione alle mani, oppure un coltello ben affilato. Evitare cubetti grossi: la zucca viene inserita nell'impasto ancora cruda e deve avere il tempo di ammorbidirsi durante la cottura della schiacciata.
- Privare le salsicce del budello e spezzettare la carne con una forchetta. Cercare di ottenere pezzetti piccoli, che possano distribuirsi uniformemente nella teglia senza formare accumuli.
- Preparare una teglia rettangolare di misura media, rivestendola con carta forno. Ungere leggermente la carta con una parte dell'olio previsto e aggiungere una spolverata sottile di pangrattato di mais.
- Versare l'acqua in un recipiente ampio e incorporare gradualmente la farina 00, mescolando con una frusta a mano.
- Procedere con piccole aggiunte, per evitare la formazione di grumi. Quando tutta la farina sarà stata assorbita, versare l'olio extravergine d'oliva rimasto e aggiungere una quantità moderata di sale.
- Continuare a lavorare fino a ottenere una pastella omogenea e piuttosto fluida.
- Inserire le fettine di zucca nella pastella, separandole delicatamente con una spatola affinché vengano rivestite su entrambi i lati.
- Aggiungere la salsiccia sgranata e mescolare ancora, controllando che i pezzi di carne non rimangano concentrati soltanto in una zona.
- Trasferire il preparato nella teglia già predisposta. Accompagnarlo verso i bordi con una spatola e distribuirlo uniformemente, senza creare uno spessore eccessivo.
- Controllare che le fettine di zucca siano disposte in maniera regolare e che la salsiccia sia distribuita anche negli angoli.
- Coprire la superficie con una spolverata di pangrattato di mais. Non è necessario formare uno strato spesso: una copertura leggera sarà sufficiente a favorire la doratura.
- Completare con un filo dell’olio extravergine d’oliva previsto, così la superficie diventerà più dorata.
- Preriscaldare il forno in modalità statica a 190°C.
- Cuocere la schiacciata nel forno a 190°C per circa 35-40 minuti.
- Durante gli ultimi 10 minuti verificare il colore della schiacciata. La superficie dovrà diventare dorata, mentre i bordi inizieranno ad asciugarsi e a staccarsi leggermente dalla carta forno.
- Se la superficie ha raggiunto la doratura desiderata ma il centro è ancora umido, prolungare la cottura di qualche minuto.
- Una volta pronta, lasciare riposare la schiacciata per 5 minuti nella teglia. Trasferirla successivamente su un tagliere, aiutandosi con la carta forno, e dividerla in quadrati o rettangoli.
- Servirla ancora tiepida.

Schiacciata, focaccia, ciaccia: tanti nomi per il pane schiacciato
Pochi impasti italiani hanno tanti nomi quanto il pane basso, schiacciato e condito con l’olio. Viaggiando da una regione all’altra si incontrano focacce, schiacciate, ciacce, pizze bianche che a volte si somigliano moltissimo e a volte sono completamente diverse.
Il termine più antico è focaccia, che deriva dal latino panis focacius, cioè il pane cotto sul focolare, sotto la cenere o su una pietra calda. È il nome che oggi associamo soprattutto alla Liguria, patria della focaccia genovese, la fugassa. È alta circa un paio di centimetri, morbida, con i tipici buchi in superficie dove si raccoglie un’emulsione di olio, acqua e sale. A Genova la si mangia a colazione, anche intinta nel cappuccino. Sempre in Liguria c’è la focaccia di Recco col formaggio, sottilissima e senza lievito.
In Toscana, invece, lo stesso pane si chiama schiacciata, dal gesto di schiacciare l’impasto con le dita prima di infornarlo. A Firenze la schiacciata all’olio, sottile e croccante, si farcisce con salumi nelle botteghe storiche. In alcune zone si dice stiacciata, in altre ciaccia, e d’autunno arriva la schiacciata con l’uva, il dolce della vendemmia.
Spostandosi altrove, i nomi cambiano ancora. A Roma c’è la pizza bianca, unta d’olio e cosparsa di sale grosso. A Bologna si trova la crescenta, una focaccia arricchita con pezzetti di prosciutto o ciccioli. In Puglia regna la focaccia barese, con pomodorini, olive e, spesso, patate nell’impasto. In Sicilia lo sfincione palermitano è alto e soffice, condito con pomodoro, cipolla, acciughe, caciocavallo e pangrattato. In Umbria c’è la torta al testo, cotta su una piastra.
Anche questa versione si presta a tante varianti. Al posto della salsiccia si possono usare pancetta a cubetti o speck. La zucca si può sostituire con patate tagliate sottilissime, zucchine o cipolle, e un po’ di rosmarino o qualche cubetto di scamorza affumicata aggiungono profumo e sapore. Per una schiacciata ancora più croccante, conviene stendere il composto in uno strato sottile su una teglia larga.
