Croccanti fuori, cremosi dentro e con quel cuore che fila all’infinito quando li spezzi: i supplì sono uno degli street food più amati d’Italia, e questa versione li reinventa con una vellutata crema di zucchine. Il riso Carnaroli viene mantecato con la crema di zucchine, poi si formano le classiche crocchette con un cuore di formaggio filante, si impanano e si friggono fino a doratura.
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Uno sfizio irresistibile, oltre a essere un modo goloso di far mangiare le verdure anche ai più piccoli, nascoste in una crocchetta croccante che conquista tutti. Ricetta provata dopo averla vista sui social: squisita come sembra.
Supplì estivo
Ingredienti
Preparazione
- Lavare le zucchine, eliminare le estremità e tagliarle a cubetti.
- Cuocerle in padella con un filo d’olio e un pizzico di sale per circa 10 minuti, aggiungendo poca acqua se dovessero asciugarsi troppo.
- Quando saranno morbide, frullarle fino a quando non avremo una crema senza grumi.
- Tritare la cipolla e farla appassire in una casseruola con olio extravergine d’oliva.
- Aggiungere il riso Carnaroli e lasciarlo tostare per pochi istanti. Portarlo a cottura unendo acqua calda o brodo poco alla volta.
- Quando mancano circa 5 minuti alla fine, incorporare la crema di zucchine e completare la cottura.
- Trasferire il riso in un vassoio, allargarlo e lasciarlo raffreddare completamente. Deve diventare compatto, altrimenti i supplì saranno difficili da formare.
- Tagliare il Galbanino a pezzi.
- Prelevare una porzione di riso, schiacciarla sul palmo della mano e inserire al centro un pezzo di formaggio. Chiudere formando un supplì allungato e sigillare bene.
- Passare ogni supplì nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel panko o nel pangrattato.
- Friggere in olio di semi caldo fino a doratura uniforme.
- Scolare su carta assorbente e servire caldi, con il cuore ancora filante.

Il supplì romano e il celebre “telefono”: storia di un nome curioso
Il supplì è protagonista di questa ricetta, ed è una specialità che ha una storia affascinante e un nome tanto curioso quanto celebre, legato indissolubilmente alla città di Roma: è una crocchetta di riso, tipicamente condito con sugo di pomodoro versione tradizionale, che racchiude al suo interno un cuore di formaggio filante, generalmente mozzarella.
Viene poi impanato e fritto fino a diventare dorato e croccante. È uno dei simboli indiscussi della cucina di strada romana, immancabile nelle friggitorie e nelle pizzerie al taglio della capitale, dove viene gustato come sfizioso antipasto o spuntino. Ma da dove deriva il suo nome, così insolito? La parola “supplì” ha un’origine curiosa.
Secondo la teoria più diffusa e accreditata, il termine deriverebbe dal francese “surprise”, che significa “sorpresa”. Il nome farebbe riferimento proprio alla piacevole sorpresa che si cela all’interno della crocchetta, ovvero il cuore di formaggio filante o, nelle versioni più antiche e ricche, altri ingredienti nascosti come rigaglie di pollo o piselli.
Questa influenza francese nel nome risalirebbe, secondo alcuni, al periodo dell’occupazione napoleonica o comunque agli intensi scambi culturali tra Roma e la Francia. Ma la caratteristica più celebre e simpatica del supplì è senza dubbio quella che gli ha valso il soprannome di “supplì al telefono”. Quando il supplì, appena fritto e ancora caldo, viene spezzato a metà, il formaggio filante presente all’interno si tende creando un lungo filo che collega le due metà, ricordando appunto il filo di una vecchia cornetta del telefono.
Per ottenere questo effetto, è fondamentale la scelta e la posizione del formaggio nel cuore della crocchetta, come suggerisce anche questa ricetta. Il supplì si distingue dall’arancino/a siciliano/a, con cui viene spesso confuso, per diversi aspetti: la forma, tendenzialmente allungata e ovale nel supplì contro quella tonda o a cono dell’arancino, e il condimento del riso.

