Per fare questi muffin Paradiso l’impasto si prepara montando uova e zucchero, poi unendo yogurt, latte, olio, farina e fecola di patate, che insieme regalano una consistenza leggerissima, quasi da nuvola.
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La scorza di limone profuma il tutto, e una crema di ricotta e zucchero a velo, nascosta nel cuore di ogni muffin, dà quel tocco di golosità irrinunciabile. Una volta sfornati e raffreddati, basta una spolverata di zucchero a velo per completarli. Dopo aver visto la ricetta sui social, era impossibile non provarli…
Muffin Paradiso con cuore di ricotta
Ingredienti
Preparazione
- Preparare lo stampo da muffin con i pirottini di carta. Accendere il forno ventilato a 160°C.
- Mettere la ricotta a sgocciolare.
- Lavorare le uova con lo zucchero usando le fruste elettriche, finché il composto diventa chiaro e più voluminoso.
- Versare il latte e incorporarlo a bassa velocità. Aggiungere anche lo yogurt bianco, mescolando senza montare troppo.
- Unire la farina e la fecola di patate, meglio se setacciate. Mescolare fino a eliminare i grumi.
- Versare a filo l’olio di semi e amalgamare.
- Inserire il lievito per dolci e la scorza grattugiata del limone. Mescolare ancora brevemente: l’impasto deve risultare liscio.
- Preparare il ripieno lavorando la ricotta con lo zucchero a velo, fino a ottenere una crema morbida.
- Distribuire nei pirottini circa due cucchiaiate di impasto. Aggiungere al centro un cucchiaino di crema di ricotta, poi coprire con altro impasto, senza arrivare fino all’orlo.
- Cuocere in forno ventilato preriscaldato a 160°C per 20-25 minuti, finché i muffin saranno leggermente dorati.
- Lasciarli raffreddare completamente prima di decorarli con zucchero a velo.

Muffin: due dolci completamente diversi con lo stesso nome
C’è una curiosa ambiguità dietro la parola “muffin“, che genera non pochi equivoci. Con lo stesso nome, infatti, si indicano due prodotti da forno completamente diversi, a seconda che ci si trovi da una parte o dall’altra dell’oceano. Quello che noi italiani chiamiamo muffin, e a cui appartengono anche questi dolcetti, è in realtà solo una delle due facce di questa storia.
Il muffin a cui pensiamo di solito, e di cui questa ricetta è un esempio, è il cosiddetto muffin americano, un piccolo dolce soffice, dalla classica forma a cupola, cotto nei caratteristici stampi di carta e simile a una piccola tortina. È tipicamente dolce, arricchito con ingredienti come gocce di cioccolato, mirtilli, frutta o, come in questo caso, creme e aromi.
Nasce come evoluzione dei “quick bread”, i dolci veloci americani lievitati con il lievito chimico anziché con quello di birra, che non richiedono lunghe lavorazioni né tempi di riposo. È questa praticità ad averlo reso celebre e amatissimo negli Stati Uniti, dove è un classico della colazione e dei bar.
Esiste però un altro muffin, quello inglese, che con il primo ha ben poco a che spartire se non il nome. L’English muffin è un panino basso e tondo, a base di pasta lievitata, cotto sulla piastra anziché al forno. Ha una consistenza spugnosa e un sapore neutro, non dolce, e viene tradizionalmente tagliato a metà, tostato e farcito. È un pilastro della colazione britannica, servito con burro e marmellata oppure in versione salata, con uova, pancetta e formaggio.
Le origini di questa parola sono tuttora incerte. Alcuni la fanno derivare dall’antico termine tedesco “muffen”, altri dal francese “moufflet”, un aggettivo usato un tempo per indicare un pane dalla consistenza morbida. Quel che è certo è che il muffin, nella sua versione inglese del panino, è il più antico dei due: compare già nella Gran Bretagna del Settecento e dell’Ottocento, quando girava per le strade il cosiddetto “muffin man”, il venditore ambulante che portava questi panini di casa in casa, figura entrata persino in una celebre filastrocca per bambini.
Fu solo in seguito, con l’emigrazione e la diffusione della cucina anglosassone oltreoceano, che il nome “muffin” finì per indicare anche la tortina dolce americana, probabilmente per una somiglianza nelle dimensioni e nel modo di servirla in porzioni singole. Da lì, le due strade si sono definitivamente separate: oggi nel mondo anglosassone, per evitare confusione, si parla di “English muffin” per il panino e semplicemente di “muffin” per il dolce. Nel resto del mondo, Italia compresa, il termine ha finito per indicare quasi esclusivamente la versione dolce.

