Frollini salati per l’aperitivo, ma in versione chetogenica. Non sono infatti presenti farina di grano, carboidrati raffinati. Solo farina di mandorle, sesamo, semi di lino, parmigiano e burro. Si fanno in pochi minuti, riposano in frigorifero, si tagliano e si infornano. Risultato: piccoli biscotti salati friabili, sapidi, profumati, perfetti da sgranocchiare con un calice o accanto a un piatto di formaggi. Vi lasciamo alla ricetta che abbiamo preparato dopo averla vista sul web.
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Frollini salati keto
Ingredienti
Preparazione
- Lavorare il burro morbido con il parmigiano o il pecorino grattugiato in un recipiente, fino a ottenere una base cremosa e ben amalgamata.
- Unire la farina di mandorle, la farina di sesamo, la farina di semi di lino e una macinata di pepe nero.
- Impastare con le mani fino a formare un composto compatto; aggiungere un cucchiaino di acqua solo se risulta troppo asciutto.
- Modellare l’impasto sulla spianatoia creando un cilindro di circa 5 cm di diametro.
- Avvolgerlo nella carta forno e lasciarlo rassodare in frigorifero per almeno 1 ora, oppure in freezer per circa 30 minuti.
- Tagliare il cilindro a fette spesse circa mezzo centimetro e sistemarle su una teglia rivestita con carta forno, lasciando poco spazio tra un frollino e l’altro.
- Preriscaldare il forno in modalità statica a 170°C.
- Cuocere in forno statico preriscaldato a 170°C per circa 12-15 minuti, fino a leggera doratura.
- Lasciare raffreddare completamente prima di servire, perché i frollini salati keto diventeranno più friabili e croccanti raffreddandosi.

Cosa accompagnare ai frollini salati keto
Una volta che abbiamo i frollini pronti, cerchiamo di capire come portarli in tavola. I formaggi sono i protagonisti assoluti. La keto premia tutti i formaggi grassi e stagionati, quindi possiamo sbizzarrirci. Un parmigiano stagionato 36 mesi, tagliato a scaglie, un pezzo di brie cremoso, un cubo di taleggio. Un pecorino sardo o un fiore sardo. Anche un formaggio di capra fresco, magari con qualche erba aromatica sopra.
I salumi vanno bene tutti, purché di qualità e senza zuccheri aggiunti. Prosciutto crudo di Parma o di San Daniele, tagliato sottile al momento. Bresaola valtellinese. Salame Felino, salame Milano, salame piccante calabrese. Speck altoatesino, mortadella IGP. Coppa piacentina. Una piccola attenzione: leggiamo sempre l’etichetta, perché alcuni salumi industriali contengono polifosfati e zuccheri.
Non dimentichiamo le olive, un classico irrinunciabile: verdi, nere, taggiasche, leccine, di Gaeta. Tutte vanno bene, e contengono solo grassi buoni. Possiamo servirle al naturale o marinate con olio, aglio e peperoncino.

