Panini alle olive verdi

Panini alle olive super alveolati: costano poco e saziano tanto. Il segreto dell’impasto

Il profumo di pane appena sfornato che riempie la cucina non ha eguali, e questi panini alle olive verdi, una preparazione eccellente scoperta sui social, lo regalano in versione ancora più golosa. Fragranti e ben alveolati, con la crosta croccante e la mollica morbida e ariosa, il sapore è intenso e mediterraneo. Il segreto è nella lunga lievitazione, con pochissimo lievito e tanto tempo di riposo, che li rende leggeri, digeribili e profumati.

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Panini alle olive verdi

Panini fragranti e alveolati come quelli del fornaio, con un ingrediente saporito che li rende irresistibili: il profumo di pane fatto in casa
Preparazione 35 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo di riposo 5 ore
Tempo totale 6 ore 5 minuti
Porzioni: 5
Portata: pane
Cucina: Italiana
Calorie: 780

Ingredienti
  

Cosa ci occorre per i panini alle olive verdi
  • 1 kg farina forte
  • 725 g acqua fredda
  • 250 g olive verdi denocciolate
  • 23 g sale
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 3 g lievito di birra fresco

Preparazione
 

Come preparare i panini alle olive verdi
  1. Versare la farina forte in un recipiente capiente. Aggiungere circa l’80% dell’acqua fredda, quindi circa 580 g, e il lievito di birra fresco sbriciolato.
  2. Iniziare a impastare, poi unire il sale. Lavorare finché la farina sarà ben idratata e l’impasto inizierà a prendere struttura.
  3. Versare l’olio extravergine d’oliva e continuare a impastare. Poco alla volta, versare anche l’acqua rimasta, circa 145 g, aspettando che venga assorbita prima di aggiungerne altra.
  4. Quando l’impasto risulta liscio ed elastico, coprirlo e lasciarlo riposare per 30 minuti.
  5. Fare un giro di pieghe direttamente nel recipiente oppure sul piano leggermente inumidito. Coprire di nuovo e lasciare lievitare fino al raddoppio.
  6. Quando l’impasto sarà raddoppiato…
  7. Tagliare le olive verdi denocciolate a metà.
  8. Porre l’impasto sul piano di lavoro infarinato e distribuire sopra le olive.
  9. Incorporarle con poche pieghe ampie, evitando di sgonfiare troppo l’impasto.
  10. Suddividere l’impasto in cinque porzioni, così da formare i panini senza però lavorare troppo l’impasto: riporre i panini sulla teglia rivestita di carta forno.
  11. Coprire e attendere una ulteriore lievitazione di circa due ore.
Come cuocerli
  1. Preriscaldare il forno con largo anticipo, portandolo alla temperatura più alta disponibile (250°C).
  2. I panini devono entrare quando il forno è già molto caldo.
  3. Sistemare la teglia nel forno e cuocere per i primi 15 minuti alla massima temperatura.
  4. Trascorso questo tempo, portare il forno a 220°C e continuare la cottura per altri 15 minuti. Controllare il colore negli ultimi minuti: la superficie deve essere dorata, asciutta e ben formata.
  5. Sfornare i panini e trasferirli subito su una gratella. Lasciarli perdere calore prima di aprirli, così la mollica resta più stabile e non si schiaccia al taglio.
Panini alle olive verdi, ingredienti
Panini alle olive verdi, ingredienti

L’alta idratazione: perché più acqua nell’impasto vuol dire mollica più ariosa

Osserviamo le dosi di questi panini: c’è pochissimo lievito, appena tre grammi per un chilo di farina, e tantissima acqua, oltre settecento grammi. A occhio sembra una ricetta sbilanciata, e invece è esattamente la formula che serve per ottenere quella mollica piena di buchi e la famosa crosta croccante da fornaio.

Nella panificazione l’idratazione indica quanta acqua c’è nell’impasto rispetto alla farina, e qui siamo su percentuali alte, quelle che i panificatori chiamano appunto “alta idratazione”. Un impasto ricco d’acqua è molle, appiccicoso, più difficile da maneggiare, ma proprio per questo capace di sviluppare una mollica leggera e alveolata, cioè piena di quei buchi grandi e irregolari che rendono il pane soffice e arioso. Meno acqua darebbe un impasto più facile da lavorare ma un pane più denso e compatto. L’acqua abbondante, insomma, non è un eccesso da correggere: è ciò che regala leggerezza.

L’acqua permette al glutine, la rete di proteine che si forma lavorando farina e acqua, di svilupparsi elastico ed estensibile. Durante la lievitazione il lievito produce anidride carbonica, e questa rete ben idratata riesce a intrappolare le bolle di gas gonfiandosi senza rompersi.

Verrebbe da pensare che più lievito significhi più crescita, e invece vale il contrario. Usando una quantità minima di lievito e lasciando lievitare a lungo, il pane è ottimo. Con poco lievito la fermentazione è lenta e graduale, e questo dà al lievito e agli enzimi il tempo di “predigerire” alcuni componenti della farina, in particolare gli amidi e in parte il glutine, scomponendoli in elementi più semplici.

La scelta della farina non è casuale: la farina “forte” è ricca di glutine, e la forza serve proprio a reggere questo tipo di lavorazione. Una farina forte sviluppa una maglia glutinica robusta, che sopporta l’alta idratazione e i lunghi tempi di lievitazione senza cedere.

Chi è l’autore:Loredana Di Stefano

Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.

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