Riso al forno allo zafferano con prosciutto e formaggio

Prima cremoso come un risotto, poi gratinato come un timballo: lo devi assolutamente provare

Un riso cremoso e profumato, dorato dallo zafferano, con un cuore filante di prosciutto e formaggio: ecco una ricetta da fare sempre, alla domenica o nelle occasioni speciali, o semplicemente quando vogliamo qualcosa di buono in tavola. Il riso viene cotto in modo cremoso, insaporito con lo zafferano, il parmigiano, il prosciutto e la provola, poi disposto a strati in una pirofila con altro formaggio e prosciutto al centro, e infine gratinato in forno. Un timballo che abbiamo visto sui social e provato subito!

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Riso al forno allo zafferano con prosciutto e formaggio

Riso allo zafferano gratinato con prosciutto e provola: ricco, filante e scenografico. Il primo piatto perfetto per la domenica e non solo
Preparazione 20 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 50 minuti
Porzioni: 8
Portata: primi piatti
Cucina: Italiana
Calorie: 580

Ingredienti
  

Cosa ci occorre per il riso al forno allo zafferano
  • 1,5 l circa brodo vegetale o acqua
  • 650 g riso per risotti
  • 500 ml latte
  • 300 g provola o altro formaggio a pasta filata
  • 150 g prosciutto cotto
  • 100 g parmigiano grattugiato
  • 1 cipolla bianca o dorata media
  • 30 g burro
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 1 bustina di zafferano
  • Sale q.b. solo se si usa acqua al posto del brodo

Preparazione
 

Come preparare il riso al forno allo zafferano con prosciutto e provola
  1. Preparare prima gli ingredienti per la farcitura. Tagliare la provola a cubetti o a fette non troppo spesse. Spezzettare il prosciutto cotto e tenere da parte una parte del formaggio e del prosciutto per lo strato centrale.
  2. Scaldare il brodo vegetale in un pentolino e mantenerlo caldo. Se si usa acqua al posto del brodo, portarla a bollore e salarla leggermente.
  3. Tritare la cipolla in modo sottile. Metterla in una casseruola capiente con il burro e l’olio extravergine d’oliva. Lasciarla cuocere a fiamma dolce finché diventa morbida, senza farla scurire.
  4. Aggiungere il riso e mescolare per circa 1 minuto, in modo che i chicchi si scaldino nel fondo di cipolla, burro e olio.
  5. Versare il latte caldo sul riso e continuare la cottura mescolando spesso. Quando il latte sarà quasi assorbito, iniziare ad aggiungere brodo caldo poco alla volta, come per un risotto.
  6. Portare il riso a una cottura ancora indietro: deve restare cremoso e molto al dente, perché finirà di cuocere in forno. In pratica conviene fermarsi circa 4-5 minuti prima rispetto alla cottura completa indicata sulla confezione.
  7. Spegnere il fuoco. Aggiungere lo zafferano e mescolare finché il colore sarà distribuito in modo uniforme.
  8. Unire quasi tutto il Parmigiano, poi aggiungere metà della provola e metà del prosciutto cotto. Mescolare con delicatezza: il riso deve restare morbido, non asciutto. Se serve, aggiungere ancora poco brodo caldo.
  9. Ungere leggermente una pirofila. Distribuire sul fondo metà del riso allo zafferano.
  10. Aggiungere al centro il prosciutto cotto e la provola tenuti da parte, creando uno strato filante.
  11. Coprire con il resto del riso e livellare senza schiacciare troppo.
  12. Completare la superficie con il parmigiano rimasto e qualche pezzo di provola.
Come cuocerla
  1. Preriscaldare il forno a 180°C.
  2. Cuocere in forno ventilato a 180°C per circa 15 minuti, giusto il tempo di sciogliere il formaggio e far gratinare leggermente la superficie.
  3. Lasciare riposare 5-10 minuti prima di servire. Se portato in tavola subito, resterà più cremoso e filante; se riposa più a lungo, diventerà più compatto, simile a un timballo.
Riso al forno allo zafferano con prosciutto e formaggio, ingredienti
Riso al forno allo zafferano con prosciutto e formaggio, ingredienti

Il timballo di riso: storia del piatto scenografico delle grandi occasioni

Il timballo è, per definizione, cotto in forno e poi sformato e servito intero, in modo da poter essere tagliato a fette mantenendo la sua forma. Una volta cotto e lasciato rapprendere, si può tagliare a fette che rivelano il ripieno al centro, un effetto scenografico che fa sempre la sua figura in tavola.

Il nome stesso “timballo” ha un’origine curiosa: deriverebbe dalla parola che indicava un tamburo, il “timbal” in francese, probabilmente per via della forma tondeggiante e dello stampo in cui veniva tradizionalmente cotto, che ricordava appunto un tamburo. Ma hanno una storia nobile e antica, legata soprattutto alla cucina delle corti e delle famiglie benestanti. Nel passato, infatti, erano piatti elaborati, protagonisti dei banchetti e delle grandi occasioni, veri e propri capolavori di cucina che stupivano gli ospiti.

La tradizione del timballo è particolarmente radicata nella cucina del Sud Italia, e in Sicilia in particolare: basti pensare al leggendario timballo descritto ne “Il Gattopardo”, simbolo della sontuosità della cucina aristocratica siciliana, o ai tanti timballi e “sartù” della tradizione. Il sartù di riso napoletano, per esempio, è un piatto ricchissimo, con il riso che racchiude un ripieno abbondante di carne, uova, piselli, formaggi e altro, vero trionfo della cucina partenopea delle feste.

Chi è l’autore:Loredana Di Stefano

Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.

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