Sì, con questo piatto è il caso di dirlo: mette tutti d’accordo e rende un pranzo in una piccola festa. Di cosa stiamo parlando? Del timballo di riso al forno. Un piatto ricco, che riempie la tavola e il cuore. Si parte da un risotto al pomodoro insaporito, che viene poi stratificato in teglia con un ripieno goloso e gratinato in forno fino a formare quella crosticina irresistibile. Perfetto per la domenica o per le occasioni speciali: una ricetta vista sui social e subito provata, ed è come quello della nonna.
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Timballo di riso al pomodoro con prosciutto e mozzarella
Ingredienti
Preparazione
- Scaldare un filo d’olio extravergine d’oliva in una casseruola con lo spicchio d’aglio. Aggiungere la passata di pomodoro, i pisellini fini, e infine salare, pepare e unire qualche fogliolina di basilico.
- Unire un pizzico di bicarbonato solo se si vuole attenuare l’acidità del pomodoro. Cuocere il sugo per circa 15 minuti, poi eliminare l’aglio.
- Tostare il riso Carnaroli in un tegame ampio, senza aggiungere grassi, mescolando per 1-2 minuti.
- Aggiungere un paio di mestoli del sugo preparato e iniziare la cottura del risotto. Proseguire versando brodo vegetale caldo poco alla volta, mescolando e aggiungendo altro liquido solo quando il precedente è stato assorbito.
- Cuocere il riso 1-2 minuti in meno rispetto al tempo indicato sulla confezione, perché finirà la cottura in forno.
- Spegnere il fuoco e mantecare con metà del Grana Padano grattugiato. Mescolare e lasciare assestare qualche minuto.
- Preriscaldare il forno a 200°C.
- Tagliare la mozzarella in panetto a cubetti. Usare questo tipo di mozzarella aiuta a evitare un ripieno troppo acquoso.
- Ungere una teglia e cospargere il fondo con pangrattato. Distribuire metà del risotto e livellarlo.
- Aggiungere prosciutto cotto, mozzarella e qualche cucchiaio di sugo. Coprire con il riso rimasto, distribuendolo senza schiacciare troppo.
- Completare con il sugo avanzato, il resto del Grana Padano e, se piace, altro pangrattato in superficie.
- Cuocere in forno ventilato a 200°C per circa 25 minuti, finché la superficie sarà gratinata e il ripieno ben caldo.
- Lasciare riposare 10 minuti prima di tagliare, così il timballo mantiene meglio la forma.

Il timballo di riso, l’eredità sontuosa della cucina napoletana
Dietro un piatto tanto conviviale come il timballo di riso si nasconde una storia che ci riporta ai fasti della cucina aristocratica del Sud Italia, e in particolare a quella napoletana. Questo tipo di preparazione, infatti, discende direttamente da uno dei piatti più celebri e sontuosi della tradizione partenopea: il sartù di riso.
Il sartù nasce nella Napoli del Settecento, in un’epoca in cui la cucina delle grandi famiglie era fortemente influenzata dai cuochi francesi, i cosiddetti “monsù”. La leggenda racconta che il riso, all’epoca considerato un alimento povero e poco amato dai napoletani, che lo usavano quasi come una medicina insipida, dovette essere “nobilitato” per conquistare le tavole della corte borbonica. I cuochi lo arricchirono allora con ogni ben di Dio: sugo di pomodoro, polpettine, uova sode, piselli, funghi, fegatini e formaggi, trasformandolo in un timballo ricchissimo e spettacolare. Nacque così il sartù, un trionfo di sapori e ingredienti che rappresentava il lusso e l’abbondanza della cucina dell’epoca.
Da quella preparazione elaborata e opulenta discendono le tante versioni di timballi e riso al forno che conosciamo oggi, semplificate e adattate alla cucina di casa. Questo timballo mantiene lo spirito originario, quello di un riso arricchito e gratinato, ma con un ripieno più snello e alla portata di tutti, fatto di mozzarella, prosciutto e piselli. Resta però intatta l’idea di fondo, quella di un piatto unico completo e generoso.

