Una mattina d’inverno, il vapore che sale da una tazza di tè e una fetta di ciambellone scuro, profumato d’arancia: le colazioni migliori di sempre. E su Instagram si trovano sempre ottime ricette di ciambelloni da provare, come questo al cacao e arancia, con qualche scaglia di cioccolato fondente a sorprendere tra una fetta e l’altra.
Ciambellone al cacao e arancia
Ingredienti
Attrezzatura
Preparazione
- Preparare uno stampo per ciambella di 18 cm di diametro, ungendolo leggermente e distribuendo un velo di farina, così da facilitare l’estrazione del dolce dopo la cottura.
- Lavare accuratamente l’arancia, asciugarla e grattugiare la parte esterna della scorza, evitando quella bianca. Ridurre il cioccolato fondente in piccole scaglie con un coltello e tenerlo da parte.
- Se l’olio di cocco è solido, farlo sciogliere delicatamente e lasciarlo intiepidire.
- Rompere le uova in un recipiente capiente, aggiungere il miele e montare con le fruste elettriche: il composto deve essere spumoso e chiaro.
- Versare l’olio di cocco ormai tiepido, continuando a mescolare. Incorporare successivamente lo yogurt intero e la bevanda vegetale alle mandorle, distribuendo uniformemente gli ingredienti liquidi.
- Setacciare il cacao amaro direttamente nel recipiente e amalgamarlo al composto. Aggiungere la farina di farro poco alla volta, mescolando fino a eliminare eventuali grumi.
- Incorporare infine il lievito per dolci, la scorza d’arancia e le scaglie di cioccolato fondente. Mescolare delicatamente con una spatola, cercando di distribuire il cioccolato in tutta la preparazione.
- Trasferire l’impasto nello stampo e livellare la superficie, evitando di riempirlo fino al bordo perché il ciambellone aumenterà di volume durante la cottura.
- Preriscaldare il forno in modalità statica a 180°C.
- Cuocere il ciambellone in forno a 180°C per circa 25-30 minuti.
- Prima di estrarre il dolce, verificare la cottura con uno stecchino inserito nella parte più spessa dell’impasto, lontano dalle scaglie di cioccolato. Dovrà uscire senza residui di pasta cruda.
- Lasciare intiepidire il ciambellone nello stampo, poi trasferirlo delicatamente su un piatto da portata. Attendere che sia sufficientemente freddo prima di tagliarlo, così da ottenere fette regolari.

Farina di farro nei dolci: cosa cambia rispetto a quella di grano
Il farro è uno dei cereali più antichi coltivati dall’uomo, e la sua storia è così legata all’Italia da essere finita perfino nel nostro vocabolario. La parola farina, infatti, deriva dal latino far, che indicava proprio il farro. Per i Romani era un alimento fondamentale: con il farro si preparava la puls, una sorta di polenta che per secoli fu il piatto quotidiano di soldati e contadini.
Con il nome farro, in realtà, si indicano tre cereali diversi, tutti parenti del grano. Il farro monococco, detto anche piccolo farro, è il più antico. Il farro dicocco, o farro medio, è quello più legato alla tradizione italiana. La spelta, o grande farro, è molto diffusa nel Centro Europa.
Rispetto alla farina di grano tenero, quella di farro ha un sapore più rustico e leggermente nocciolato, che si sposa benissimo con cacao, frutta secca e agrumi. Contiene glutine, quindi non è adatta a chi è celiaco, ma la sua rete glutinica è meno tenace di quella del grano moderno, e molti la trovano più leggera da digerire.
Come si comporta nei dolci? Una torta non ha bisogno di una rete glutinica forte come il pane, quindi la farina di farro funziona molto bene e in molte ricette può sostituire la farina bianca quasi in pari quantità. Proprio perché il suo glutine è più fragile, conviene non lavorare troppo l’impasto dopo aver aggiunto la farina. Tende però a colorare in fretta la superficie: se scurisce troppo, basta coprire lo stampo con un foglio di alluminio negli ultimi minuti.
