C’è un dolce della tradizione modenese che profuma di mattine lente, di caffellatte caldo e di domeniche in famiglia. Si chiama belsòn, ha una forma semplice, rustica, e una farcitura di marmellata che lo rende irresistibile. Pochi ingredienti, zero complicazioni, tanto sapore. Visto su Instagram, provato: è buonissimo.
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Belsòn modenese
Ingredienti
Preparazione
- Sciogliere il burro in un pentolino a fuoco dolce e lasciare intiepidire.
- Versare la farina in un recipiente, aggiungere lo zucchero, la scorza di limone grattugiata, il sale e il lievito per dolci.
- Unire il burro fuso ormai tiepido e iniziare a mescolare.
- Aggiungere le uova e lavorare fino ad ottenere un impasto compatto e uniforme. Trasferire su un piano da lavoro e compattare fino ad ottenere una consistenza liscia.
- Preparare il piano da lavoro con carta forno, stendere l’impasto e formare un rettangolo.
- Distribuire la marmellata al centro, evitando i bordi, in modo tale da facilitare la chiusura.
- Ripiegare i due lati lunghi verso il centro; poi modellare e chiudere quelli ai lati corti per proteggere il ripieno.
- Preriscaldare il forno a 180 °C.
- Sbattere il tuorlo, che va spennellato sulla superficie: distribuire la granella di zucchero.
- Trasferire su una teglia e cuocere in forno statico a 180 °C per circa 40 minuti.
- Lasciare raffreddare prima di tagliare e servire.

Belsòn modenese: storia e tradizione di un dolce tutto emiliano
Il belsòn è un dolce povero, antico, profondamente radicato nella cultura gastronomica della provincia di Modena. La sua forma è quella di un filone farcito, rustico e generoso, nato nelle cucine di casa per essere condiviso in famiglia. Una ricetta tramandata di generazione in generazione, senza fronzoli, coningredienti semplici che non mancavano mai in dispensa. Una cosa curiosa – e affascinante – è che questo dolce cambia nome a seconda del paese in cui ci si trova. Belsòn a Nonantola, bensone altrove, ma anche balsone o bassolano: ogni variante dialettale racconta un territorio. La farcitura tradizionale prevede la marmellata di susine o prugne aspre. Ma come si mangia il belsòn? Inzuppato, rigorosamente. Nel caffellatte al mattino, per una colazione sostanziosa e confortante. Oppure, come vuole la tradizione più autentica, nel Lambrusco: un abbinamento insolito per chi non lo conosce, ma assolutamente azzeccato per chi è cresciuto in queste terre. Dolce e vino, semplicità e identità.

