Bastano poche fettine di carne e pochi ingredienti saporiti per portare in tavola un piatto che sa di domenica e di casa. Gli involtini salentini, poi, hanno qualcosa di unico: fette sottili battute e arrotolate attorno a un cuore di capocollo, prezzemolo e formaggio Rodez, fermate con uno stuzzicadenti e rosolate in padella con cipollotto, capperi e alloro. Un piatto semplice, puro comfort food che riporta indietro nel tempo: dopo aver visto la ricetta sui social, lo abbiamo subito provato!
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Involtini con capocollo, capperi e vino bianco
Ingredienti
Preparazione
- Stendere le fettine di carne sul piano e batterle leggermente tra due fogli di carta forno, usando un batticarne. Devono assottigliarsi senza rompersi.
- Lavare il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo finemente. Grattugiare il Rodez e tenere pronte le fette di capocollo.
- Disporre una fetta di capocollo sopra ogni fettina di carne. Aggiungere prezzemolo tritato e Rodez grattugiato, distribuendoli al centro e lasciando liberi i bordi.
- Ripiegare prima i lati lunghi verso l’interno, così il ripieno resterà più protetto. Arrotolare poi la carne su sé stessa, formando un involtino stretto.
- Chiudere ogni involtino con due stuzzicadenti, fissando bene le estremità.
- Versare un po’ di farina in un piatto. Passare gli involtini nella farina, eliminando l’eccesso: deve restare solo un velo sottile.
- Pulire il cipollotto e tagliarlo finemente. Scaldare un filo d’olio extravergine d’oliva in una padella ampia, aggiungere il cipollotto e lasciarlo insaporire a fiamma dolce.
- Unire gli involtini e farli rosolare su tutti i lati, girandoli con una pinza. Quando la carne avrà preso colore, sfumare con il vino bianco e lasciare evaporare la parte alcolica per qualche minuto.
- Poi aggiungere capperi e alloro. Abbassare la fiamma, coprire con il coperchio e cuocere per circa 30 minuti.
- Durante la cottura girare gli involtini ogni tanto e controllare il fondo: se si asciuga troppo, aggiungere poca acqua calda.
- Eliminare gli stuzzicadenti e servire gli involtini caldi, accompagnandoli con il fondo al vino bianco e capperi.

Un classico di casa: gli involtini di carne nella tradizione regionale italiana
Pochi piatti raccontano la cucina italiana di famiglia quanto gli involtini di carne. Praticamente ogni regione ne possiede una propria versione, tramandata di generazione in generazione e legata ai prodotti del territorio. Cambiano il nome, il ripieno e il metodo di cottura, anche il metodo è quasi uguale ovunque: una fetta di carne sottile che avvolge un cuore saporito.
Al Sud gli involtini sono una vera istituzione. In Sicilia si preparano gli involtini alla siciliana, farciti con pangrattato tostato, formaggio e pinoli, spesso passati sulla brace; a Napoli e in gran parte del Meridione trionfano le braciole, arrotolini di carne ripieni di aglio, prezzemolo, formaggio e pinoli o uvetta, che sobbollono per ore dentro il ragù della domenica insaporendolo con la loro sostanza.
Curiosamente, proprio la parola “braciola”, che al Nord indica una semplice costoletta, al Sud si trasforma quasi ovunque in sinonimo di involtino ripieno. Questi della ricetta, in particolar modo, sono la versione salentina che abbiamo scoperto sui social!
Salendo lungo lo Stivale ci sono gli involtini cotti in umido con pomodoro o sfumati con il vino bianco e profumati dall’alloro; ci sono le versioni arricchite da speck e formaggio delle regioni del Nord, e c’è il grande capitolo del rollè, l’involtino gigante di carne o di fettine sovrapposte, che diventa un secondo delle grandi occasioni.

