Dimentica i soliti dolci di Natale. Se quest’anno vuoi davvero lasciare tutti a bocca aperta (e poi piena), devi provare le Nacatole.
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Sì, sono fritte, ma sono quel fritto che non unge, che fa “crock” al primo morso e che profuma intensamente di limone. Sono i dolcetti della tradizione calabrese, quelli che le nonne intrecciavano sul crivello (il cesto di vimini) per renderli rigati e super croccanti.
Ma non temere: questa ricetta è infallibile, facilissima (te la spiego a mano e con il Bimby!) e ti svela il segreto per farle dorate, leggere e piene di bolle, proprio come devono essere.
Prepara un vassoio grande, perché una tira l’altra e spariranno in un attimo.
Da provare: Patate fritte con peperoni e melanzane: antica ricetta calabrese della peperonata
Nacatole calabresi con e senza Bimby
Ingredienti
Attrezzatura
Preparazione
- Mescolare farina, zucchero e scorza di limone in una ciotola; unire uova sbattute, latte e olio extravergine; impastare fino a ottenere un composto liscio e omogeneo; incorporare il lievito solo alla fine.
- Inserire nel boccale tutti gli ingredienti tranne il lievito; impostare 2 minuti, modalità Spiga; aggiungere il lievito e impostare 30 secondi, modalità Spiga; togliere l’impasto dal boccale.
- Staccare porzioni d’impasto e formare cordoncini lunghi 6–7 cm; appoggiare sul crivello in diagonale e, premendo con i pollici verso di sé, rigare la superficie. In mancanza del crivello, lasciare i cordoncini lisci.

- Scaldare olio di semi a 170–175 °C; friggere poche nacatole alla volta fino a doratura omogenea; scolare con schiumarola e asciugare su carta assorbente.

- Passare le nacatole tiepide nello zucchero semolato e disporre su vassoio; servire subito.
- Riporre fredde in scatola di latta o contenitore ermetico per 3–4 giorni. Per ridare fragranza, scaldare 2–3 minuti in forno o 1–2 minuti in friggitrice ad aria a 160 °C.
I segreti dell’esperto per Nacatole perfette (e anti-unto)
Per passare da una buona nacatola a una perfetta (croccante, profumata e asciutta), tieni a mente questi trucchi.
Primo tra tutti, la rigatura: non è solo estetica, è il vero segreto della croccantezza. Se non hai il tradizionale cestino di vimini (crivello), non friggerle liscissime! Passa i cordoncini sui rebbi di una forchetta o, ancora meglio, sul retro di una grattugia o su un rigagnocchi, perché questo crea più superficie e le rende incredibilmente “crock”.
Poi c’è il punto critico, la frittura: l’olio deve essere caldo alla giusta temperatura, sui 170-175°C. Se è troppo freddo, le nacatole si impregnano d’olio e diventano pesanti, mentre se è troppo caldo, si scuriscono fuori restando crude dentro. Il segreto è friggerne poche per volta (massimo 4-5) per non far crollare la temperatura dell’olio.
Per la finitura, occhio al tempismo dello zucchero: non passarle nello zucchero appena scolate e bollenti (perché lo zucchero si scioglierebbe diventando umido), ma nemmeno quando sono ormai fredde (perché non si attaccherebbe). Il momento perfetto è quando sono tiepide, dopo averle scolate sulla carta assorbente per 1-2 minuti.
Ricorda che l’olio d’oliva nell’impasto non è un errore, anzi: è proprio quell’olio a dare il sapore rustico e autentico della tradizione contadina, bilanciando la dolcezza. Non sostituirlo con olio di semi a meno di non essere costretti.
Un trucco furbo, anche se facoltativo, è far riposare l’impasto avvolto in pellicola per 30 minuti in frigo prima di formare le nacatole; questo renderà i cordoncini più facili da modellare e “rigare” senza che si attacchino. Infine, gli aromi: il limone è d’obbligo, ma se vuoi una versione ancora più ricca, puoi aggiungere all’impasto un bicchierino di liquore all’anice, vermouth bianco o un po’ di vanillina.

