Questi non sono i soliti biscotti da tè. Il Pan de Mej (come si dice in dialetto) è un dolce rustico, dalla consistenza compatta ma friabile, che affonda le radici nella tradizione contadina lombarda. Il suo nome deriva dal “miglio” (mej), che un tempo era la base dell’impasto. Oggi, il protagonista indiscusso è la farina di mais fioretto, che gli regala quel carattere grezzo e quel colore dorato inconfondibili.
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Nasce come dolce per la festa di San Giorgio, patrono dei lattai, che lo offrivano accompagnato da panna liquida. Con il tempo, è diventato uno dei dolci tipici del periodo di Ognissanti, e trovo sia perfetto per iniziare le giornate più fresche.
Il sapore è semplice, onesto: sa di burro, di mais e, nella versione moderna, di vaniglia (anche se la tradizione più antica richiederebbe i fiori di sambuco, quasi impossibili da reperire).
È una di quelle ricette “da credenza” facili e veloci, che non richiedono tecniche complicate ma solo ingredienti di buona qualità, primo fra tutti un buon burro.
Se cercate un biscotto sostanzioso, non troppo dolce e perfetto da inzuppare, il Pan Meino è quello che fa per voi.
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Pan Meino (Pan de Mej) con e senza Bimby
Ingredienti
Attrezzatura
Preparazione
- Tirare fuori burro e uova dal frigo almeno un’ora prima di iniziare: dovranno essere a temperatura ambiente.

- In una ciotola capiente, mettere le uova e lo zucchero. Lavorare con le fruste elettriche a velocità media per 2-3 minuti, fino a ottenere un composto chiaro.
- Aggiungere il burro ammorbidito (a pomata) e continuare a mescolare con le fruste.
- Unire in un colpo solo tutte le polveri: la farina 00, la farina di mais fioretto, la vanillina e il lievito setacciato.
- Continuare con le fruste finché l’impasto non diventa troppo sodo, quindi procedere a mano. Impastare brevemente sul piano di lavoro (o nella ciotola) fino ad ottenere un composto compatto, omogeneo ma leggermente appiccicoso.
- Foderare una o due teglie con la carta forno e preriscaldare il forno statico a 180°C.
- Prendere piccole quantità di composto (grandi come una noce) e formare delle palline tra i palmi. Se l’impasto è troppo appiccicoso, inumidirsi leggermente le mani con acqua.
- Schiacciare leggermente le palline e disporle sulle teglie, ben distanziate tra loro.
- Spolverizzare la superficie di ogni Pan Meino con abbondante zucchero semolato.
- Infornare in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti. Saranno pronti quando inizieranno a dorarsi leggermente sui bordi.
- Sfornare e lasciare raffreddare completamente su una gratella prima di servire.
- Inserire la farfalla nel boccale. Mettere uova (a temperatura ambiente) e zucchero: lavorare 3 min. / vel. 5.
- Togliere la farfalla. Aggiungere nel boccale tutti gli altri ingredienti (burro morbido, le due farine, vanillina e lievito): 3 min. / vel. 3.
- Si otterrà un composto sodo e un po’ appiccicoso. Trasferirlo su un piano di lavoro.
- Procedere con la formazione dei biscotti come indicato nel procedimento tradizionale: formare le palline (con le mani umide se serve), schiacciarle, disporle su teglia foderata di carta forno.
- Spolverizzare con abbondante zucchero semolato e infornare in forno caldo a 180°C per 15-20 minuti, fino a doratura.
Note
Consigli e Trucchi per un Pan Meino Perfetto
Ecco fatto! I vostri Pan Meino sono pronti, dorati e profumati. Prima di correre ad assaggiarli, ecco un paio di dritte finali per essere sicuri del risultato.
Il dubbio più comune riguarda l’impasto: non spaventatevi se vi sembra leggermente appiccicoso! È la farina di mais che gli dà quel carattere, quindi resistete alla tentazione di aggiungere altra farina 00, altrimenti i biscotti diventeranno duri in cottura. Usate invece il trucchetto delle mani leggermente umide per formare le palline: vedrete che funzionerà a meraviglia.
A proposito di farina di mais, la scelta è fondamentale: è obbligatorio usare quella fioretto, a grana finissima. Non usate assolutamente la farina per polenta (bramata o taragna), che ha una grana troppo grossa e rovinerebbe la consistenza del dolce, facendolo risultare sabbioso e sgradevole sotto i denti.
Volete decidere voi la consistenza finale? Giocate con lo spessore: se li lasciate un po’ più “cicciotti” (come una noce schiacciata) rimarranno più morbidi al centro, mentre se li schiacciate di più tenderanno a diventare più secchi e croccanti, quasi come una pasta frolla rustica.
Infine, se volete un’esperienza lombarda autentica, serviteli tiepidi con un ciuffo di panna fresca liquida o semi-montata (non zuccherata), proprio come facevano i lattai: è un contrasto davvero incredibile.

