Fa già troppo caldo, ed è allora arrivato il momento di agire d’astuzia in cucina: avete mai provato la pasta crudaiola? Le mezze maniche fredde con crema di pomodorini, basilico e mozzarelline è un piatto pensato per non cucinare: cottura passiva della pasta e condimento interamente a crudo.
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Abbiamo visto la ricetta sui social, e ci ha convinti subito: è perfetta da preparare prima e lasciare insaporire, da portare fuori casa, magari in ufficio o al mare, e naturalmente da servire quando il caldo toglie qualsiasi voglia di stare ai fornelli.
Pasta crudaiola
Ingredienti
Preparazione
- Lavare i pomodorini e tenerne da parte circa 8, scegliendo i più sodi.
- Raccogliere gli altri nel frullatore con abbondante basilico, lo spicchio d’aglio, abbondante olio extravergine d’oliva, sale e pepe nero.
- Frullare fino a ottenere una crema profumata e non troppo liquida.
- Aggiungere il parmigiano grattugiato e lavorare ancora pochi istanti, così il condimento diventerà più saporito e avvolgente.
- Tagliare o schiacciare grossolanamente con le mani i pomodorini tenuti da parte in una terrina capiente (la stessa dove dovrà essere condita la pasta).
- Aggiungere le olive taggiasche, le mozzarelline ben sgocciolate e qualche foglia di basilico spezzata.
- Portare a ebollizione abbondante acqua, salarla e versare le mezze maniche.
- Dopo aver aggiunto la pasta, coprire con il coperchio, spegnere il fuoco e lasciare riposare per circa 14 minuti, controllando comunque la consistenza in base al formato utilizzato.
- Scolare la pasta e trasferirla nella terrina con pomodorini, olive e mozzarelline.
- Aggiungere la crema cruda di datterini e basilico, poi mescolare con cura fino a condire bene tutta la pasta.
- Lasciare insaporire qualche minuto prima di servire.

Cottura passiva e pasta fredda: due tecniche estive da conoscere
La cottura passiva della pasta – buttare la pasta nell’acqua bollente, coprire e spegnere il fuoco – si è diffusa maggiormente negli ultimi anni anche grazie al premio Nobel Giorgio Parisi, che nel 2021 ne ha parlato pubblicamente spiegando la fisica dietro al processo: la pasta cuoce per assorbimento di calore, e l’acqua a 100°C coperta dalla pentola mantiene una temperatura sufficiente a completare la cottura anche a fuoco spento.
Il risparmio energetico è reale, la pasta viene cotta correttamente, e d’estate c’è un vantaggio in più: possiamo dire addio al vapore in cucina e alla fiamma accesa per dieci minuti. I tempi si allungano leggermente rispetto alla cottura tradizionale – di solito tre o quattro minuti in più rispetto a quanto indicato sulla confezione – e la consistenza finale può variare in base al formato: quelli più spessi e rigati, come le mezze maniche, reggono meglio la cottura passiva rispetto alla pasta lunga sottile, che rischia di incollarsi.
La pasta fredda, invece, è un concetto diverso: la pasta si cuoce normalmente, si scola, si raffredda sotto acqua corrente o con ghiaccio, e si condisce a freddo con ingredienti crudi o già pronti. Le due tecniche sono ottime se provate insieme – cottura passiva per risparmiare energia, poi condimento a crudo – e rappresentano forse il modo più comodo di preparare un primo piatto quando fuori ci sono trentacinque gradi e la cucina è l’ultima stanza in cui si vuole stare.

