Un piatto povero e generoso della tradizione siciliana, di quelli che riempiono la casa di profumo mentre cuociono. Le patate a tocchetti si infornano con cipolle rosse, pomodorini e origano, cuocendo lentamente fino a diventare morbide e saporite, poi si completano con la mozzarella che si scioglie in superficie. Un classico della cucina siciliana visto sui social, semplice ma irresistibile.
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Patate “vastase”, con cipolle rosse, pomodorini e mozzarella al forno
Ingredienti
Preparazione
- Pelare le patate, lavarle e tagliarle a tocchetti regolari. Tamponarle con un canovaccio pulito o con carta da cucina, così perderanno l’acqua superficiale e cuoceranno meglio.
- Sbucciare le cipolle rosse e tagliarle a fette non troppo sottili. Lavare i pomodorini, asciugarli e dividerli a metà.
- Tagliare la mozzarella a pezzi e lasciarla sgocciolare in un colino. Se risulta molto acquosa, tamponarla con carta da cucina: andrà aggiunta solo alla fine, per evitare che rilasci troppo liquido durante la cottura delle patate.
- Ungere una teglia capiente con olio extravergine d’oliva. Distribuire le patate, le cipolle e i pomodorini, cercando di non creare uno strato troppo alto.
- Condire con sale, pepe, origano e un altro filo d’olio. Mescolare direttamente nella teglia, in modo da rivestire bene le verdure.
- Preriscaldare il forno a 180°C.
- Cuocere in forno ventilato a 180-190°C per circa 35-45 minuti, mescolando a metà cottura con una spatola. Le patate dovranno essere morbide al centro e leggermente dorate ai bordi.
- Quando le verdure saranno cotte, aggiungere la mozzarella ben scolata. Rimettere la teglia in forno per altri 5-10 minuti, giusto il tempo di farla sciogliere.
- Lasciare riposare 5 minuti prima di servire, così il fondo si assesta e la mozzarella resta filante ma non troppo liquida.

Cosa significa “vastase”: il nome curioso di un piatto povero siciliano
Il nome di questo piatto, “patate vastase”, incuriosisce e diverte, e racconta molto dell’origine e del carattere di questa preparazione tipica della cucina siciliana. Il termine “vastase” è una parola del dialetto siciliano che ha un significato piuttosto particolare e colorito. “Vastasu”, al singolare, in siciliano significa infatti “volgare”, “rozzo”, “sguaiato”, “maleducato”, ed era anticamente usato anche per indicare i facchini, i portatori, ovvero coloro che svolgevano lavori umili e pesanti.
Il termine deriverebbe, secondo alcuni, dal greco antico, ed è entrato nell’uso dialettale con questa accezione di “rozzo, popolano”. Ma perché un piatto di patate viene chiamato in questo modo? Il nome “patate vastase” fa riferimento proprio alla natura umile, semplice e “popolana” di questa preparazione. Si tratta infatti di un piatto povero della tradizione siciliana, nato nelle cucine delle famiglie contadine e del popolo, realizzato con ingredienti semplici, economici e facilmente reperibili come le patate, le cipolle e i pomodori.
Un piatto senza pretese, “rozzo” e genuino nel senso più affettuoso del termine, ben lontano dalla raffinatezza dei piatti elaborati, ma proprio per questo autentico, saporito e capace di sfamare con gusto. Il nome “vastase”, quindi, non ha alcuna connotazione negativa quando riferito a questo piatto, ma anzi ne sottolinea con simpatia e ironia il carattere popolare, semplice e sostanzioso, tipico della cucina povera siciliana.
Questo tipo di denominazioni colorite e dialettali è del resto molto comune nella tradizione gastronomica italiana e siciliana in particolare, dove i piatti popolari vengono spesso battezzati con nomi curiosi, ironici e legati al dialetto locale, che raccontano la storia, l’origine o il carattere della preparazione.

