Che la giornata cominci con il sorriso: questi pancake alla banana e cioccolato sono la colazione dei sogni, quella che fa saltare giù dal letto anche i più pigri. Soffici, dorati e con un cuore di cioccolato fondente che si scioglie a sorpresa, sono pancake ripieni: il cioccolato non va sopra, ma dentro, racchiuso tra due strati di impasto che in cottura lo avvolgono creando un effetto sorpresa irresistibile.
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Dopo aver visto la ricetta sui social, sono stati testati e sono facilissimi: si preparano in padella, in pochi minuti, e si gustano tiepidi con una spolverata di zucchero a velo, un filo di sciroppo d’acero o un velo di miele.
Pancake banana e cioccolato con il Bimby
Ingredienti
Preparazione
- Tagliare la banana a pezzi e inserirla nel boccale. Frullare per 10 secondi a velocità 6.
- Aggiungere l’uovo, lo yogurt alla vaniglia e l’olio di semi. Mescolare per 30 secondi a velocità 4.
- Unire la farina, il lievito vanigliato, lo zucchero a velo e un pizzico di sale. Lavorare per 30 secondi a velocità 4.
- Raccogliere l’impasto verso il fondo con la spatola e amalgamare ancora per 20 secondi a velocità 4.
- Ungere appena una padella antiaderente con poco burro e mantenerla su fiamma bassa.
- Versare una piccola quantità di impasto, sistemare al centro qualche pezzetto di cioccolato fondente e coprire con altro composto.
- Mettere il coperchio e cuocere finché la base sarà stabile e la superficie inizierà a rapprendersi.
- Girare il pancake con delicatezza e proseguire la cottura dall’altro lato; appena pronto toglierlo dalla padella e ripetere il procedimento per gli altri pancake.
- Servire i pancake tiepidi, con zucchero a velo, miele o sciroppo d’acero, se graditi.

Dagli Stati Uniti a tutto il mondo: la storia dei pancake
Prima di provare questa versione golosa, scopriamo da dove arriva il pancake, perché la sua storia è molto più antica e curiosa di quanto immaginiamo. Anche se oggi lo associamo istintivamente alle colazioni americane, con la pila di frittelle e la cascata di sciroppo d’acero, in realtà le sue origini si perdono nella notte dei tempi.
Già gli antichi Greci e Romani preparavano delle frittelle sottili a base di farina, latte e uova, che cuocevano su pietre roventi o padelle di ferro: una sorta di antenato del pancake che conosciamo. Il nome inglese, che unisce le parole “pan” (padella) e “cake” (torta), rende bene l’idea di cosa sia: una piccola torta cotta in padella.
La versione soffice e spessa a cui pensiamo oggi, però, è quella che si è affermata negli Stati Uniti, dove il pancake è diventato una vera e propria istituzione della colazione, servito tradizionalmente in pila con burro e sciroppo d’acero.
L’abbinamento con la frutta, e con la banana in particolare, si è diffuso soprattutto con l’avvento della cucina salutista: la banana schiacciata permette infatti di ridurre lo zucchero e i grassi mantenendo dolcezza e morbidezza, tanto che esiste una celebre versione minimalista, i cosiddetti “banana pancake”, fatta con soli due ingredienti, banana e uova.

