Questo paté di melanzane e mandorle si prepara con il Bimby in pochi passaggi, frullando e cuocendo insieme melanzane, pomodorini, cipolla e un trito profumato di mandorle e basilico. Una crema saporita dal gusto mediterraneo, perfetta da spalmare su bruschette e crostini per un antipasto sfizioso, ma anche ideale per condire un piatto di pasta. Un modo goloso e vegetale per valorizzare la melanzana, ortaggio simbolo dell’estate che ormai sta finendo: da provare! Una ricetta vista sui social e subito testata: un tripudio di bontà.
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Paté di melanzane e mandorle con il Bimby
Ingredienti
Preparazione
- Lavare le melanzane, asciugarle, eliminare il picciolo e tagliarle a tocchetti. Lavare anche i pomodori Pachino e dividerli a metà. Lavare il basilico, asciugarlo con carta da cucina e pulire la cipolla.
- Mettere nel boccale le mandorle pelate e il basilico. Tritare per 5 secondi a velocità 10. Trasferire il composto in un piccolo recipiente e tenerlo da parte.
- Inserire nel boccale la cipolla a pezzi. Tritare per 3 secondi a velocità 7, poi riportare il trito sul fondo con la spatola.
- Versare 30 g di olio extravergine d’oliva. Cuocere per 4 minuti, temperatura Varoma, velocità 1, senza misurino.
- Unire le melanzane a tocchetti e cuocere per 15 minuti a 100°C, antiorario, velocità 1. Durante questa fase le melanzane devono ammorbidirsi e perdere volume.
- Aggiungere i pomodori Pachino, il sale e l’olio rimasto. Proseguire per 5 minuti a 100°C, antiorario, velocità 1.
- Unire il trito di mandorle e basilico tenuto da parte. Cuocere ancora per 3 minuti a 100°C, antiorario, velocità 1.
- Controllare la consistenza. Per un paté più rustico, lasciarlo così; per una crema più liscia, frullare pochi secondi a velocità 5, valutando la consistenza dal foro del coperchio.
- Lasciare intiepidire prima di usarlo su bruschette, crostini o come condimento per la pasta.

Dalle bruschette alla pasta: un paté di verdure che sa di Sicilia
Possiamo definire questo patè un piccolo concentrato di sapori mediterranei che, negli ingredienti e nel gusto, richiama da vicino una delle specialità più amate della cucina siciliana. Chi conosce i sapori dell’isola, infatti, non potrà fare a meno di notare la parentela con il celebre pesto alla trapanese, un condimento tipico della zona di Trapani.
Il pesto alla trapanese, o “pistu” come viene chiamato in dialetto, è una salsa a crudo nata nella Sicilia occidentale: pomodori, aglio, basilico e, soprattutto, le mandorle. Proprio la mandorla è l’elemento che lo distingue dal più famoso pesto genovese, dove si usano invece i pinoli, e che lo lega a doppio filo alla tradizione agricola siciliana, ricca di mandorleti.
Si narra che questa preparazione sia nata dall’incontro tra la cultura ligure e quella siciliana, quando i marinai genovesi, di passaggio nel porto di Trapani, portarono la loro ricetta del pesto, che gli abitanti del luogo reinterpretarono con i prodotti tipici della loro terra, come appunto le mandorle e i pomodori.
Come suggerisce la sua stessa natura, può essere utilizzato in tantissimi modi diversi, adattandosi a ogni occasione. La destinazione più classica è quella dell’antipasto: spalmato su fette di pane tostato o crostini, diventa una bruschetta sfiziosa e d’effetto, perfetta per un aperitivo o un buffet estivo.
Ma le sue potenzialità non finiscono qui. Diluito con un po’ di acqua di cottura, si trasforma in un condimento eccezionale per la pasta: un primo piatto dal sapore intenso e mediterraneo in pochissimo tempo, proprio come farebbe un pesto. E possiamo usarlo anche per farcire panini e focacce, per accompagnare secondi di carne o pesce, o come base per una torta salata.

